Modernità e critica. Modernity and Critique / Modernité et critique

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Nella conferenza Qu’est-ce que la critique? (1978) Foucault individuava nell’attitudine critica un elemento determinante della modernità: si tratta di un movimento complesso e stratificato che, a partire dal XVI secolo, mette in discussione il magistero ecclesiastico nell’interpretazione delle Scrittura, ricerca i limiti del diritto di governare e non accetta un principio come vero solo perché imposto da un’autorità. Si ritrova qui quella tensione all’emancipazione dal giogo del potere e della verità che per Kant era un compito primordiale della filosofia. Più recentemente, nel suo libro del 1996, Études sur Marx (et Engels), André Tosel ha sottolineato che la filosofia moderna (da Cartesio in poi) si presenta ab origine come critica: essa si sviluppa come un movimento magmatico nel quale la critica tende ad approfondirsi, correggersi, radicalizzarsi. Già nella prima metà del secolo scorso non pochi autori (tra i quali Lukács, Heidegger, Horkheimer, Sartre, e così via) si erano confrontati con il pensiero moderno cogliendo in esso problemi e domande radicali che persistevano nelle controversie filosofiche del loro tempo, mettendone in discussione i principi e sottoponendo a una analisi articolata i suoi diversi orientamenti speculativi che avevano fatto della critica e della rifondazione del sapere le parole d’ordine della loro ricerca. Sembra che nel XX secolo dalla critica come movimento che anima la filosofia moderna in una incessante messa in discussione delle vérités toutes faites si passi a una visione critica dello stesso pensiero moderno. Si sviluppano così diversi paradigmi di lettura della modernità che rintracciano nei capisaldi del pensiero filosofico, scientifico e politico moderno le basi degli orientamenti teorici e ideologici della prima metà del XX secolo (si pensi al celebre articolo-manifesto di Horkheimer Teoria tradizionale e teoria critica). I contributi raccolti in questo volume si propongono dunque di tematizzare alcune letture critiche di figure e problemi della prima modernità, di riconsiderare i paradigmi del moderno e di ripercorrere alcune pietre miliari della critica contemporanea della modernità e della ragione moderna.


Raffaele Carbone è ricercatore di Storia della Filosofia presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Federico II di Napoli e “Directeur de programme” presso il Collège International de Philosophie di Parigi. Ha svolto attività di ricerca – con una borsa “senior” della Mairie de Paris – presso l’Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne (2011-12) ed è stato professore a contratto presso l’Université Paul Valéry-Montpellier 3 (2013-14) e visiting scholar del Collegium de Lyon (2014-15), della Fondation Maison des Sciences de l’Homme de Paris (2016, 2021), del Centre Marc Bloch di Berlino (2016). Tra le sue pubblicazioni si segnalano le monografie “Différence” e “mélange” in Montaigne (Mimesis, 2013), Medicina e scienza dell’uomo. Paul-Joseph Barthez e la Scuola di Montpellier (FedOA Press, 2017), La Vision politique de Malebranche (Classiques Garnier, 2018), il volume collettivo (curato con Saverio Ansaldi) Bruno et Montaigne. Chemins de la modernité (Classiques Garnier, 2020) e l’edizione critica delle Méditations chrétiennes et métaphysiques di Malebranche (Classiques Garnier, 2021).

2 volumi. 

Categoria CRISI E CRITICA