Edizioni

 

la città del sole

“Apparirà allora che il mondo possiede

da tempo il sogno di una cosa di cui

deve soltanto possedere la coscienza

per possederla realmente”.

Karl Marx

Dalla scintilla alla fiamma 2

 

 

Margherita Gallo

 

Il vento a colori

 

 

illustrazioni di Gianni Giannini

 

 

 

ISBN: 978-88-8292-514-7

Pagine: 196 – Prezzo: € 15,00

 

 

“La vita è mutevole. Accettando l’assioma possiamo vedere nel vento questa sua mutevolezza e, come il vento con la sua direzione e temperatura cambia i colori dello spazio che attraversa, così mutevoli sono le situazioni dei personaggi del romanzo che cambiano a seconda del colore il loro stato d’animo. Il complesso di questi personaggi a volte con i loro legami famigliari che nel tempo attraversano un vento di molteplici colori, apre la scena alla memoria volontaria della quale la narratrice si nutre abbondantemente. Se le varie storie dal 1928 al 2018, quasi un mosaico, personificano umane vicissitudini,  è il significato di esse che stimola ed emoziona il lettore.

La violenza sulle donne, il razzismo, la speranza di una pacificazione universale, dopo la guerra, sono il motivo conduttore del racconto. La concatenazione delle storie riceve un unico afflato, anche se nello spirito non c’è soluzione. Si vivono tutte le incertezze della nostra contemporaneità. Il tentativo di ritrovare i luoghi natii, la sacralità della famiglia, vengono turbati dalle usuali interferenze. L’amicizia sembra un comune denominatore, ma non è quella vera, il più delle volte si trasforma in attrazione fisica e sentimentale. Ed allora ecco un’altra storia, che racconta un altro momento del nostro vivere quotidiano. Vige l’aspetto educativo, quello culturale di tendenza e nei vari anni presi in esame è presente la quotidianità del tempo. Nella scrittrice si sente prepotentemente una ribellione verso ogni atteggiamento statico, contingente, quasi filosofico, che la conduce a vedere nei suoi personaggi gli ideali della nostra società. Oserei dire trattasi di un racconto politico, ma in questo modo esporrei l’autrice a posizioni sicuramente non volute. Il piacere di raccontare è una inclinazione naturale per coloro che vogliono dare un significato alla loro esistenza, la signora Gallo lo fa con una estrema soavità. I suoi ricordi non vengono mai cancellati dall’oblio.

La sua mano scorre veloce sul foglio e la pagina è coerente col suo linguaggio. (….). Il coro dei personaggi che accompagnano i protagonisti principali raccontano le loro storie che l’autrice estrapola dal suo baule, dando impulsi ai suoi desideri di narratrice. Gentile Signora, ho sognato di passeggiare con lei, leggendo il suo interessante libro, proustianamente sotto un pergolato di glicine.”

Antonio Quarta.

 

 

 

 

Margherita Gallo, dopo la nascita avvenuta quasi di passaggio a Torino, ha vissuto in numerose città italiane, approdando nel 1982 a Firenze, dove ha compiuto gli studi letterari e storico-artistici. Dal 2000 si è trasferita nelle Marche, sua terra d’origine, dove risiede ad Offagna, in provincia di Ancona. Attualmente alterna l’attività di insegnante di Materie Letterarie agli studi sulla Storia del Costume e dell’Arredamento, temi sui quali tiene  conferenze specifiche e cura pubblicazioni. Nel 2010 ha pubblicato il suo primo romanzo storico di ambientazione, “L’amore nomade”.

 

 

 

 

 

Tra i più conosciuti protagonisti del ’68 anconetano, Gianni Giannini ha  trovato già giovanissimo – senza sforzo, come fosse già sua - la strada di tutta la vita: la pittura, l’arte. Costruendosi man mano nel confronto solidale con gli altri artisti di Ancona e attraverso un diuturno lavoro e lunghe ricerche pittoriche nella sua nota soffitta al Viale della Vittoria, Giannini ha poi perfezionato la propria formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata. Dall’inizio dei quadri ad olio – folgoranti, accecanti spezzoni del paesaggio dell’anconetano – Giannini, negli anni, ha superato il “classico” della tempera e dell’olio costruendo la propria arte attraverso altri  materiali: il ferro, il legno, l’acrilico, il vetro. Col cambio del materiale  Giannini giunge ad un proprio, specifico, riconoscibile linguaggio e mostra la sua arte più vera e grande. È il vetro, soprattutto, a segnare di sé il nuovo linguaggio artistico di Giannini. Il vetro va lavorato ad altissime temperature: Giannini diviene un termoscultore. Le marine, i pesci, i cieli che Giannini ci riconsegna con le sue termosculture, col suo vetro scolpito, fermano per noi, esaltandoli nella luce, la meraviglia degli azzurri, dei verdi, dei bianchi, dei colori tenui e favolosi dell’Adriatico e delle terre attorno. Nei disegni realizzati per le recenti opere pubblicate da  “la Città del Sole” Gianni Giannini risfodera il grande talento che ha nelle mani, schizzando in bianco e nero il senso dei versi e dei brani narrativi che accompagna.

 

 

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